Il banano di montagna che ama il freddo

Il banano di montagna fra le altre specie   chiamato in questo modo per il sapore esotico dei suoi frutti e per il leggero  odore di banana troppo matura che emana  dai suoi fiori assomiglia,  solo per questi due motivi,  a un banano atipico.

Il banano di montagna infatti è molto rustico e ben si adatta sia a climi montani che a quelli marini a differenza del banano propriamente detto che non sopporta il gelo.

Il banano di montagna ha molte virtù   e si può tranquillamente affermare che non è  solo una pianta da frutto ma anche una pianta ornamentale.

Con la sua chioma piramidale o tondeggiante dall’eleganza naturale, con la sua altezza contenuta, con le sue decorative foglie e i suoi saporiti frutti il banano di montagna ha tutto per piacere.

Come se tutto questo non bastasse ha una grande qualità ovvero è molto resistente alle malattie e alle intemperie resistendo tranquillamente a temperature di – 10° C. e oltre.

Infatti questa pianta proviene  non da climi tropicali come il banano ma dalle fredde foreste degli Stati Uniti dell’Est americano.

Non c’è che dire il banano di montagna, che banano tropicale non è, è un albero strano e affascinante che amato e popolare negli Stati Uniti merita di essere più conosciuto anche qui in Europa.

Spero di fartelo conoscere con questo post a lui dedicato e di ispirarti la curiosità di ricercarlo e di piantarlo nel tuo giardino.

Il banano di montagna: origini e diffusione

Il banano di montagna è originario degli Stati Uniti  e precisamente  di una vasta  zona che va dal Nebraska orientale al Maine e dal Nord della Louisiana alla parte settentrionale della Florida.

Il suo limite settentrionale si trova  nel territorio dei Grandi  Laghi canadesi.

E’ pianta molto antica pensa che sono state rinvenute nelle   zone di origine le impronte delle sue foglie che sono state datate alla fine del Miocene ben 5 milioni di anni fa.

La diffusione di questa pianta in quegli antichi tempi  si deve a grandi animali ormai estinti che si cibavano dei suoi frutti e che ne diffondevano i semi.

In periodi più recenti furono le popolazioni residenti che   diffusero  il banano di montagna perchè se ne cibavano ben prima di coltivarlo.

I Pellerossa  consideravano il banano di montagna una pianta medicina per le vitamine e i minerali contenuti nei suoi frutti e la chiamavano Paw Paw nome con il quale è conosciuta ancora oggi in America.

I coloni americani appresero dagli indiani a conoscerla e a cibarsene.

Il frutto del banano di montagna fu il preferito da molte persone anche importanti  come il presidente degli Stati Uniti George Washington.

Al giorno d’oggi la specie selvatica del banano di montagna vive in piccoli gruppi principalmente nel bacino del fiume Mississippi e dei fiumi dell’Ohio.

Purtroppo   a causa dell’espansione dell’agricoltura la presenza della pianta allo stato selvatico è sempre più rara mentre aumenta sempre di più la sua  diffusione nei giardini sia pubblici che privati.

Questa pianta antica si sta diffondendo anche al di fuori dagli Stati Uniti.

Infatti il suo frutto, dopo un periodo di scarso interesse, è stato rivalutato e quindi   per questo motivo la coltivazione del banano di montagna  si è diffusa come pianta da frutto.

In Europa le prime piantine sono arrivate in Inghilterra nel 1736 ma in quegli anni questa pianta non  divenne popolare rimanendo relegata come curiosità negli orti botanici.

Poi una ventina di anni fa ha trovato degli estimatori che hanno iniziato a farla conoscere anche  se non ebbe quella diffusione che ci si aspettava.

Sono molti i fattori che hanno contribuito a frenare la sua popolarità.

Molte varietà di  banano di montagna non sono autoimpollinanti e quindi abbisognano di un’altra varietà per dare frutti e poi questo frutto essendo facilmente deperibile è poco commerciabile.

Inoltre   si riscontrano difficoltà quando   si vuole riprodurre questa pianta da frutto.

Tuttavia vale la pena coltivare  il banano di montagna per l’insolita bellezza della sua fioritura, ha fiori grandi di un bel viola cupo, e per l’utilità e il gusto della sua frutta.

Il banano di montagna: sua descrizione

Il  banano di montagna è l’unico membro della famiglia tropicale delle Annonacee che è diffuso nelle zone temperate.

Il suo nome scientifico è Asimina triloba ma ha molti nomi popolari come banano di montagna, Paw Paw e banana di Hoosier.

E’ un albero di altezza contenuta sui 5-6 metri con forma dritta piramidale.

Ha foglie di color verde scuro grandi, lanceolate, pendenti verso il basso che dopo aver assunto una bella colorazione autunnale bruno dorata cadono a fine autunno per ripresentarsi all’inizio della primavera.

I fiori a forma  di coppa compaiono prima delle foglie all’inizio della primavera sono singoli e sono composti da 3 piccoli sepali verdi e da 6 petali di colore  violetto scuro.

La fecondazione non è facile nel banano di montagna e la fruttificazione risulta più abbondante se vi sono più piante vicine.

Il polline di certe cultivar non è auto compatibile quindi occorre piantare  varietà differenti se si vogliono gustare i frutti.

Il fiore emana un lieve odore di marcio che non attira le api ma altri tipi di insetti come le mosche e i mosconi che provvedono ad impollinarlo.

Se il fiore è stato fecondato si trasforma  in 4-8 frutti disposti a raggiera ma in genere solo 2-4 raggiungono la maturità da fine agosto a settembre.

Questi frutti sono di forma allungata,  lunghi circa 15 cm e con un peso che può variare dai 50 ai 250 g e oltre.

La loro buccia è liscia e sottile di colore verde chiaro a maturità oppure giallo a seconda delle varietà.

Quando la maturità diventa eccessiva il frutto del banano di montagna prende una colorazione bruna.

La sua polpa è cremosa e profumata, di colore giallo, avorio o giallo tendente all’arancio a seconda delle varietà.

Contiene due file di grossi semi bruni simili a grossi fagioli allungati.

Questa polpa  è dolce  profumata con un particolare sapore esotico che assomiglia a quello della banana o  del mango.

La maturazione è scalare e dura circa una ventina di giorni.

I frutti che devono essere raccolti a maturazione completa, perché staccati dall’albero non maturano più, si ammaccano con facilità e si conservano   al massimo per 3-4 giorni.

Ti ricordo che sono poche le varietà di banano di montagna autoimpollinanti che quindi non richiedono una varietà differente per poter dare frutti una delle più note è la “Sunflower” che viene venduta anche in Italia.

Un’altra pianta molto antica che ha la stessa caratteristica del banano di montagna cioè di non essere autoimpollinante è una pianta europea conosciuta e già coltivata dagli antichi Babilonesi più di 4000 anni fa.

 

Il banano di montagna: coltivazione

Coltivare il banano di montagna non è difficile se si vuole avere una bella e rigogliosa pianta che darà un tocco  esotico al tuo giardino o frutteto.

E’ più  complicato invece ottenere un’abbondante fruttificazione ma con gli accorgimenti che scoprirai in questo capitolo non ti sarà difficile.

Comincio col parlarti della temperatura dicendoti che se il banano di montagna resiste bene al freddo anche intenso, anzi vuole un periodo di freddo per fruttificare, non è altrettanto tollerante  per quanto riguarda il caldo specie se è afoso.

Questa pianta predilige un clima continentale con inverni freddi ed estati fresche e ventilate.

Se la pianta è adulta gradisce una esposizione in pieno sole ma le piccole piantine in crescita prediligono l’ombra luminosa.

Per quanto riguarda il terreno il banano di montagna è pianta adattabile che si sviluppa bene anche in suoli argillosi o calcarei.

Però il terreno che predilige  è quello fresco, profondo e fertile.

Per quanto riguarda le annaffiature le giovani piante, per un anno circa dopo la messa a dimora, vanno annaffiate regolarmente.

Invece se la pianta è adulta intervieni solo nei periodi siccitosi con abbondanti annaffiature di soccorso.

Non farle soffrire la siccità perché un apporto idrico regolare è  indispensabile per ottenere una fruttificazione più abbondante.

Nel tardo autunno il banano di montagna si avvantaggia di una concimazione con stallatico ben maturo mescolato al terreno lungo tutta la proiezione della chioma della pianta.

Questa pianta da frutto tollera male i trapianti e quindi non viene venduta a radici nude ma solo in vaso.

Il periodo migliore per effettuare l’impianto  è  la primavera prima del risveglio vegetativo anche se è possibile piantare le giovani piantine in  autunno.

E’ importante scegliere con cura il luogo nel quale collocare il banano di montagna  perchè questa è una  specie che non sopporta i trapianti.

Il suo apparato radicale è molto delicato e la pianta è sensibile al suo danneggiamento.

Le radici se danneggiate per il trapianto o per la lavorazione del terreno possono produrre un arresto vegetativo repentino che può durare per molto tempo anche per mesi.

Il banano di montagna necessita di potatura ovvero occorre diradare la chioma per dare aria alla pianta e eliminare i polloni che crescono ai piedi  del tronco perché indeboliscono l’esemplare.

La moltiplicazione di questa pianta si pratica agevolmente per seme che ha una buona germinabilità.

Tuttavia le piante provenienti da seme non mantengono completamente le caratteristiche della pianta madre e talvolta possono dare origine e frutti più piccoli e con un sapore scarso.

Inoltre hanno crescita più lenta e fruttificazione più tardiva.

Con la riproduzione da seme però si possono ottenere degli ottimi portainnesti.

Una moltiplicazione sicura e agevole è quella che si avvale dell’innesto.

Le piante innestate portano frutti di qualità certa perché  uguali a quelli della varietà che ha fornito il nesto.

La moltiplicazione per polloni, a differenza di quanto accade per quasi tutti gli altri fruttiferi non innestati, non è  semplice perché nel banano di montagna i polloni anche se con radici faticano ad attecchire.

Inoltre potrebbero essere polloni dell’innesto e quindi non dare frutta qualitativa.

Il banano di montagna: le qualità del suo frutto

Il frutto del banano di montagna ha delle qualità un po’ particolari per essere un frutto.

Infatti a differenza di tanti altri frutti non solo è ricco di vitamine C e A ma è anche una buona fonte di proteine ed è strano perché in genere le proteine si ricavano dai legumi e dalla carne e non dai frutti.

E’ un frutto energetico ricco di minerali   possiede alte concentrazioni di calcio, di magnesio e di potassio che ne fanno un ottimo spuntino per gli sportivi.

Cura, grazie all’apporto di  sali minerali,   le malattie dovute a carenza di magnesio come i crampi muscolari.

Energetico e vitaminizzante questo frutto è ottimo  per le persone deboli, debilitate e convalescenti.

Come può accadere per la classica banana risulta un po’ pesante e quindi è consigliabile consumarlo lontano dai pasti.

 

Conclusioni

La pianta di asimina triloba o banano di montagna fra le altre specie di piante non molto comuni qui da noi dopo un periodo di interesse ultimamente è caduta un po’ nel dimenticatoio.

Ed è davvero un peccato per una pianta che ha più di una  motivo per piacere.

Innanzitutto il suo frutto ha proprietà nutrizionali di tutto rispetto per il suo valore energetico e per    le  molte vitamine, sali minerali e   aminoacidi che possiede supera come valore nutritivo frutti più noti come la mela, la pesca e la pera.

Inoltre questa   pianta è rustica e poco soggetta a malattie e all’attacco di insetti  a causa delle sostanze pesticide contenute nelle sue foglie e nella corteccia.

Non ultimo possiede un valore ornamentale che non è da sottovalutare.

Il banano di montagna è molto appariscente con la sua fioritura precoce di un insolito colore scuro violaceo-rossastro, con le sue foglie che si ammantano di un bel colore giallo oro prima di cadere e anche con il suo aspetto da pianta tropicale.

Per questi motivi ho voluto mettere in risalto in questo post questo albero da frutto che è stato un po’ trascurato  ultimamente.

Se ti piacciono le piante tropicali con  i frutti che hanno il gusto dolce e burroso delle banane allora questa è la pianta che fa per te.

Ricercala e mettila a dimora sul tuo terreno.

Anche se nella tua zona il clima è ben lungi dall’essere quello tropicale questo albero di origini antiche si avvantaggerà dei periodi di freddo invernali dandoti un’abbondante fioritura e una buona fruttificazione.

Con questo augurio chiudo qui questo post nel quale ho trattato una pianta di cui si sente poco parlare: il banano di montagna.

Voglio segnalarti un’altra pianta antica, coltivata da 4.000 anni per le sue aromatiche e saporite bacche, che vale la pena di coltivare: la pianta del giuggiolo.

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