La coltivazione dell’ananas : fra i frutti esotici il più ambito

La coltivazione dell’ananas, fra i frutti esotici uno dei più  apprezzati, è redditizia ma è possibile solo nei paesi tropicali.

La coltivazione dell’ananas era già praticata nel continente americano prima dell’arrivo degli europei e l’ananas è uno dei   frutti  esotici   che Cristoforo Colombo portò in Europa.

L’ananas è un frutto che  chiudeva   con la sua elegante presenza i sontuosi banchetti dei ricchi americani quindi la   coltivazione dell’ananas anche allora era molto redditizia.

Era così richiesto e ambito che perfino   il presidente George Washington coltivò piante  di ananas nella sua serra.

Questo frutto tropicale, originario del Sud America, non è facile da coltivare.

In Europa la   coltivazione dell’ananas non è possibile e per questo motivo è sempre stato un frutto costoso che non tutti potevano permettersi.

Questo frutto che in Europa si consuma,  più che allo stato fresco in scatola sciroppato, è il frutto conservato più consumato in Europa.

La coltivazione dell’ananas è comune  in molte regioni tropicali.

Se ne  coltivano tantissime varietà che differiscono per la grandezza e la forma del frutto, per il suo gusto più o meno acido, per le foglie spinose oppure no.

Eppure ben pochi in Italia conoscono queste varietà e i loro gustosi frutti.

E’ passato il tempo, si era nell’800, quando si producevano in serra, specialmente in Inghilterra, in Francia e nel Belgio, magnifici frutti di ananas che per il loro elevato costo solo i nobili e i ricchi europei  potevano permettersi.

Eppure questo frutto, prodotto non da un albero ma da una pianta che non ha parti legnose ma solo un ciuffo di foglie lunghe e strette spesso spinose, merita di essere trattato in un articolo per le sue molte qualità.

Anche la pianta che lo produce è interessante: infatti è una pianta ornamentale che resiste bene in appartamento.

Tuttavia, se coltivare la pianta non è difficile, ottenere la sua fruttificazione non è facile perché per fiorire e  riuscire a far maturare il suo frutto occorrono condizioni particolari che sarò lieta di spiegarti in questo articolo.

Vieni con me alla scoperta della coltivazione dell’ananas e del suo frutto,  un frutto qualitativo apprezzato da secoli per il suo sapore e le sue qualità.

Dalle remote pianure del Paraguay al resto del Mondo

La  pianta dell’ananas è originaria del Sud America e  si ritiene  provenga   dalle fertili e umide  pianure del Paraguay  dove ancora oggi si trovano i suoi antenati selvatici.

Molto prima che gli europei scoprissero quelle remote regioni le popolazioni del posto conoscevano questo delizioso frutto che non è difficile da riprodurre.

Le popolazioni precolombiane, i Maya, gli Atzechi e gli Incas lo diffusero nell’America del Sud e nell’America Centrale.

La  coltivazione dell’ananas si diffuse anche  nelle isole del mar dei Caraibi dove,  trovando ottimali condizioni di crescita,  divenne comune.

Fu nelle Antille,   precisamente a Guadalupe, che Cristoforo Colombo vide per la prima volta l’ananas nel 1493 e poi lo ritrovò successivamente  anche a Panama.

Era usanza che gli abitanti di questi luoghi, per festeggiare l’arrivo di stranieri, adornassero le loro abitazioni con  ciuffi di foglie di questa pianta e con i suoi frutti come simbolo di amicizia e di ospitalità.

Colombo portò questi strani frutti in Spagna dove furono apprezzati dai nobili e dai ricchi.

Inoltre iniziarono ad essere trasportati sui galeoni spagnoli perché erano fra i pochi frutti  ricchi di vitamine che si potevano conservare durante le lunghe traversate in mare.

Durante tutto il quindicesimo e il  sedicesimo secolo l’ananas viaggiò nelle stive delle navi mercantili, valida alternativa al limone contro lo scorbuto.

In questo modo la coltivazione dell’ananas si diffuse con facilità in luoghi molto lontani dalle sue terre d’origine come l’India, le Filippine, la Cina.

I commercianti portoghesi diffusero questa pianta così ricercata anche sulle coste africane a est e a ovest di questo continente.

Nelle Filippine fu  portato dagli Spagnoli all’inizio del 1700 mentre nelle isole Hawaii si diffuse a partire dalla fine del 1500.

Le prime coltivazioni intensive di ananas in questa isola non  vennero impiantate che verso 1880 quando   nacque l’industria dell’ananas.

Infatti il frutto non veniva solo venduto fresco ma anche inscatolato.

Ancora oggi questi due paesi, le Filippine e le Hawaii, sono fra i maggiori produttori di ananas al mondo.

In Australia questo frutto così ricercato giunse tardi, nel 1830, per opera di missionari luterani ed oggi vi sono piantagioni intensive di questa pianta prevalentemente lungo le coste del Queensland.

Durante gli ultimi 100 anni  la coltivazione dell’ananas non solo si è diffusa in tutta la fascia tropicale ma il suo frutto è diventato uno dei frutti tropicali più comuni e  commercializzati.

Viene esportato in grandissime quantità dai paesi produttori ai paesi importatori, come l’Europa e l’America del Nord, che  a causa  del clima non possono  coltivarlo.

La produzione industriale mondiale di  ananas ammonta alla cifra di circa 5 milioni di tonnellate la gran parte delle quali è destinata all’inscatolamento.

Il maggior produttore di ananas al mondo è attualmente il Costa Rica seguito a breve distanza dai paesi dell’Africa Occidentale come la Costa d’Avorio, il Ghana, il Camerun e la Nigeria.

Però questo frutto è coltivato in modo intensivo anche ne paesi tropicali del continente americano come l’Honduras, il Messico e la Repubblica Domenicana.

Serre costosissime per un frutto regale

Appena giunse in Europa, agli inizi del 1500, l’ananas attirò la curiosità e l’interesse delle corti reali europee per la sua strana forma, per la sua bontà e per il suo insolito sapore.

Divenne perciò molto ricercato e costosissimo anche perché non era possibile ottenere questo frutto coltivando all’aperto la pianta che aveva bisogno di un clima tropicale sconosciuto nei paesi europei.

I viaggi in mare per importare una simile meraviglia erano lunghi e difficili e quindi questo frutto tropicale così ambito potevano permetterselo solo le  persone di più alto rango.

I giardinieri di fine ‘500 capirono subito che per chi fosse riuscito a coltivare in Europa questa pianta, e a commercializzare un frutto così prezioso, si sarebbero spalancate le porte della ricchezza.

Si iniziò a sviluppare e a rammodernare serre che potessero contenere la pianta e che le permettessero di portare  a maturazione l’ambito frutto.

Una delle prime piante coltivate in serre riscaldate fu proprio la pianta dell’ananas ma si dovette aspettare sino alla metà del 1600 prima che si riuscisse in questo intento dopo molti tentativi fallimentari.

Altre serre si impiantarono in altri paesi europei, come la Francia e l’Olanda, dove si iniziò la coltivazione dell’ananas in serra  per poter  mettere in commercio  questo frutto così costoso.

A volte gli ananas venivano affittati, ma non potevano essere consumati, per dei banchetti sontuosi per far parte di quei “trionfi” ovvero elaborati centro tavola fatti di fiori e di frutti così di moda in quell’epoca.

Questi frutti erano così ricercati che il re Carlo II  d’Inghilterra (1630-1685) posò in un quadro ufficiale nell’atto di ricevere un ananas in dono.

Tuttavia i frutti che crescevano e maturavano nelle serre europee  non avevano certo il profumo e il gusto di quelli che invece potevano maturare in piena aria, al sole e al caldo clima tropicale.

Per gustare appieno simili bontà in Europa si dovettero aspettare secoli sino a quando nel 1900 si inaugurò il trasporto aereo e quello con navi veloci.

Purtroppo l’ananas è un frutto che una volta raccolto non matura più e inizia  presto a deteriorarsi anche se la temperatura e l’umidità dell’aria  sono controllate.

Quando ammiri un bell’ananas fresco in vendita e rimani sorpresa del suo alto prezzo pensa che tu puoi gustare una bontà che generazioni di sovrani in Europa non hanno potuto assaggiare nonostante le grandi somme spese.

 

Dalla rosetta di una pianta erbacea  un frutto prelibato

La pianta dell’ananas è una pianta cespugliosa perenne che appartiene alla famiglia delle  Bromeliacee.

Ve ne sono di differenti tipi alcuni solo ornamentali altri da frutto.

La specie  che dà  frutti commestibili porta  il nome scientifico di Ananas comosus o  Ananas sativus e si suddivide in numerose varietà.

La pianta dell’ananas possiede lunghe foglie coriacee, lanceolate, quasi sempre spinose ai margini e in punta che sono riunite in grandi rosette.

Il loro colore può essere uniforme, di un verde tendente al grigio, ma più facilmente si presentano con una striatura, che può essere più o meno larga, situata al centro della foglia o ai suoi margini, di colore rossastro, giallo chiaro o avorio.

Dopo almeno 14 mesi di vita, ma spesso sono molti di più,  questa pianta emette lo scapo fiorale che si alza dal centro della rosetta e porta sulla sua sommità l’infiorescenza formata da numerosi  fiori  compatti, di colore violaceo e sostenuti da un robusto e corto stelo.

Ogni fiore è munito di un proprio sepalo e questi unendosi danno origine al frutto o per meglio dire all’infruttescenza che è coronata da un ciuffo di corte foglie.

Certo che  i fiori e i frutti delle piante  tropicali, e la pianta dell’ananas lo è a tutti gli effetti, presentato forme e caratteristiche molto differenti dai fiori e dai frutti che siamo abituati ad ammirare alle nostre latitudini.

Quindi sono ancora più curiosi e affascinanti.

I fiori, che generano l’infruttescenza chiamata ananas, sono raggruppati e strettamente uniti gli uni agli altri come puoi notare qui.

Non hanno bisogno di essere impollinati per trasformarsi in una polpa gialla e zuccherina che costituisce la polpa del frutto sorretta all’interno da una parte fibrosa che è la parte del gambo che sorreggeva i fiori stessi.

La polpa è rivestita da placchette dure dalle quali spuntano le brattee dei fiori della pianta.

Sulla sommità dell’infiorescenza si trova un ciuffo di foglie con un germoglio centrale che prende il nome di corona.

Il frutto dell’ananas può essere di colore  giallo verdastro,  marrone più chiaro o più scuro e alcune varietà presentano i frutti tendenti al rossastro.

La coltivazione  dell’ananas è facile  ma solo nei paesi   tropicali

Coltivare questa pianta tropicale non è affatto difficile, ma come dice il suo nome, solo nei paesi tropicali dove il gelo non sanno cosa sia e il sole splende tutto l’anno.

Nella nostra Europa che ha un clima con stagioni ben definite è tutta un’altra faccenda.

Innanzitutto perché non è possibile  impiantare piantagioni di ananas dove le temperature scendano al di sotto dei 10 gradi perché questa pianta per svilupparsi rigogliosa vuole temperature che rimangano dai 20° ai 30° costanti durante tutto l’anno.

La pianta dell’ananas sopporta bene la siccità e non abbisogna di molta acqua, anzi quando le precipitazioni sono abbondanti il suolo deve essere molto ben drenato per impedire marciumi.

Queste piante tollerano un suolo poco fertile ma per avere un’abbondante produzione di grossi frutti è necessario che la coltivazione dell’ananas avvenga in un suolo fertile, acido, ricco di sostanza organica e di potassio.

I fertili terreni vulcanici sono l’ideale per coltivare questa pianta ecco perché le isole Hawaii sono fra i maggiori produttori mondiali di questo frutto.

La coltivazione dell’ananas è lunga e richiede dai 14 ai 20 mesi e oltre dalla semina al raccolto.

Spesso nelle piantagioni intensive la fioritura e la successiva fruttificazione vengono forzate immettendo sopra le piante delle soluzioni a base di etilene.

I frutti hanno una limitata conservazione anche perché una volta staccati dalla pianta non maturano più.

Se refrigerati possono durare per 6-10 giorni il tempo necessario per spedirli ai mercati continentali anche se la maggior parte viene lavorata e inscatolata.

L’ananas coltivato non è prodotto da seme ma tramite la corona del frutto, il ciuffo di foglie apicale che ciascun frutto di ananas possiede, oppure tramite i numerosi polloni che crescono alla base delle piante madri.

La coltivazione dell’ananas intensiva si rinnova  spesso perché le piante col tempo tendono a  dare frutti più piccoli e meno qualitativi.

E’ una coltivazione faticosa: i frutti vengono raccolti ad uno ad uno a mano, quando raggiungono il giusto grado di maturazione, spesso sotto un sole cocente e facendo attenzione alle foglie spinose.

Anche impiantare una coltivazione di ananas richiede tanto lavoro manuale infatti ogni ciuffo o pollone va piantato manualmente.

Il ciuffo di questa pianta radica con facilità anche in vaso.

E’ quindi è possibile  acquistare un frutto, tagliare il suo ciuffo di foglie e metterlo in un vaso appena sotto la superficie di un buon terreno da semina.

Mantieni il terreno sempre umido con uno spruzzino, che ogni tanto spruzzerai anche sulle foglie, e se avrai pazienza   lo vedrai germogliare e crescere.

 

La bromelina è il più importante principio attivo dell’ananas

L’ananas è un frutto davvero prezioso, per certi versi simile come composizione a quella degli agrumi, ed è un peccato che la coltivazione dell’ananas non sia possibile qui in Europa.

Pur essendo fortemente energetico  possiede  solo 40 calorie per etto quindi è indicato anche per chi fa dieta.

Contiene numerose vitamine, la vitamina A, il complesso di vitamine del gruppo B, la vitamina C, e racchiude anche numerosi minerali come il potassio e il manganese.

Il principio attivo contenuto in questo frutto è la bromelina un forte antiinfiammatorio, amica del cuore e della circolazione, ha effetti antipiastrinici e contribuisce a dissolvere i coaguli del sangue.

Degli studi scientifici hanno dimostrato che questo enzima, la bromelina, esercita un’azione benefica contro l’alta pressione e può ridurre il rischio di infarto coronarico.

E’ un forte digestivo che stimola la produzione di succhi gastrici favorendo la digestione soprattutto delle proteine contenute nelle carni, nei pesci e nei latticini.

L’ananas ha anche un alto contenuto di fibre che aiutano la mobilità intestinale.

Purtroppo l’inscatolamento distrugge la bromelina mentre rimangono, anche se in misura minore, le vitamine e i minerali contenuti in questa pianta.

Purtroppo il fatto che le proprietà officinali di una pianta divengano minori o scompaiono con la cottura o con la trasformazione è vero per tutti i vegetali.

Un’altra pianta esotica che è possibile coltivare qui in Italia è il banano di montagna i cui frutti però non si trovano presso la grande distribuzione perchè di difficile conservazione.

E’ un vero peccato perchè sono profumati e morbidi con tante proprietà benefiche per il nostro corpo.

 Conclusioni

Le piante da frutta tropicali mi affascinano particolarmente forse perchè mi fanno venire in mente luoghi molto lontani, fitte giungle tropicali, vaste distese assolate e desertiche dove  le piante lottano contro il caldo e la siccità.

Il curioso frutto dell’ananas mi incuriosisce  e lo trovo un frutto particolare degno di essere meglio conosciuto ed apprezzato.

Mi incuriosisce  soprattutto per il suo verde ciuffo di foglie  che può generare una nuova pianta  e poi per la sua buccia, che non è morbida o elastica come i frutti che siamo abituati a consumare in Europa, ma è dura, spessa, fatta di placche giallo verdi che gli danno un aspetto curioso.

Voglio che   sappia che purtroppo questo frutto nasconde tanta fatica e sudore perché la   coltivazione dell’ananas è lunga, fatta per la maggior parte a mano, in luoghi caldi e  disagevoli.

Spesso sono le multinazionali che hanno la proprietà dell’intera filiera, dalla coltivazione all’inscatolamento del prodotto, che sfruttano le popolazioni locali.

Inoltre occorre fare attenzione perché per aumentare la produzione e preservare le piante dalle malattie si usano concimi e prodotti che l’Europa ha da tempo bandito.

Ecco perché, se vuoi davvero assaggiare un ananas sano e altamente qualitativo come se fosse appena raccolto, occorre che lo cerchi biologico e che sia stato fatto arrivare in aereo.

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