Rosse fragole trasformate in rose rosse

Rosse fragole trasformate in rose rosse

Le   fragole, con il loro colore rosso brillante, spiccano, all’inizio della bella stagione, fra le primaverili foglie di  un verde delicato e tenue,  sono i primi piccoli frutti che si fanno vedere annunciando la primavera. In primavera, quando l’aria è frizzante e il clima diventa più mite, si ha voglia di gustare un bel cestino di fragole questi frutti che sono un po’ il simbolo della primavera. Le fragole  si possono gustare al naturale, se sono freschissime appena raccolte, oppure le si può mettere in una macedonia che renderanno più vistosa con il loro colore rosso e più vitaminica ricche come sono di vitamine e minerali. Questo rosso piccolo frutto può diventare molto scenografico e se seguirai con attenzione il video qui sotto anche tu potrai trasformare un gruppo di anonime fragole in un bel mazzo di rose rosse che farà un figurone come centrotavola. Non è difficile ed è un procedimento rapido e efficace, non lasciartelo sfuggire, vedrai quanti complimenti avrai con poco sforzo e nessuna fatica. Per ottenere delle bellissime rose rosse dalle tue fragole ti servirà: 1)  Un bel cestino di grossi fragoloni non troppo maturi ( devono risultare un po’ duretti) 2)  Una confezione di stecchini lunghi tipo spiedini 3)  Alcune foglie di lattuga riccia 4)  Un vaso lungo e dall’imboccatura piuttosto stretta 5)  Un coltello affilato 6)  Un tagliere 7)  Alcuni fogli di Scotex A questo punto ti lascio al video che più di tante parole saprà illustrarti al meglio tutto il procedimento. Come hai potuto notare non è stato difficile trasformare quei rossi fragoloni in bellissime rose rosse. Per conservare le tue fragole-rose al meglio ti consiglio di tenerle in un posto fresco, un angolo del frigo sarebbe l’ideale specialmente se il clima è caldo. Vediamo adesso come sfruttare al meglio le tue fragole-rose. 1) Puoi, come ti ho detto nel video, farne un magnifico centrotavola molto adatto per una cena elegante. 2) oppure decorare una macedonia messa in coppette individuali. 3) Se hai deciso di servire fragole e panna, sopra la panna montata puoi inserire qualche fragola-rosa, un po’ più piccole di quelle che hai potuto ammirare nel video, che farà un figurone con il suo rosso acceso spiccando sul bianco lucido della panna. 4) In coppette individuali che  contengono del gelato alla frutta, meglio sarebbe se ci fosse anche quello alla fragola, stanno molto bene alcune fragole, acconciate a rose, che profumano...

Come coltivare le fragole in 10 semplici mosse

Come coltivare le fragole in 10 semplici mosse

 Coltivare le fragole non è difficile però occorre tenere d’occhio due importanti fattori che condizionano questo tipo di coltivazione: la temperatura e la luce. Sono tanti quelli che mi chiedono come coltivare le fragole perché questo frutto, fra i piccoli frutti il più popolare, piace un po’ a tutti grandi e piccini. Inoltre ricco com’è di vitamine, prima fra tutte la vitamina C, di minerali, fra i quali  il calcio, il ferro e soprattutto il potassio, fa tanto bene anche per la nostra salute. La fragola è ricca di antiossidanti, benefiche sostanze fra le più importanti, che rallentano l’invecchiamento e rafforzano le difese immunitarie, è diuretica e disintossicante. Ricca di acqua com’è contribuisce a depurare l’organismo in un periodo come quello primaverile nel quale il corpo richiede di essere liberato dalle tossine accumulate durante la sedentaria vita invernale. Infine pur essendo un frutto dolce è indicato anche per chi fa dieta: cosa si può pretendere di più da un frutto? Ecco perché non dovresti farti mancare la fragola non solo in primavera ma per tutta la bella stagione. Per quanto riguarda il coltivare le fragole ricorda che queste piantine erbacee vivono bene anche in piccoli spazi, sotto le altre piante e persino in vaso. Se hai un balcone puoi tranquillamente coltivare le fragole con successo e raccogliere i loro dolci frutti polposi. Vediamo adesso come puoi coltivare le fragole in modo sicuro e semplice senza dubbi ed errori. Non per nulla ho intitolato questo mio articolo:   Coltivare le fragole in 7 semplici mosse Prima mossa Occhio alla temperatura Per la crescita e un’abbondante fruttificazione è importante fare attenzione alla temperatura. Tieni presente che la fragola si sviluppa al meglio quando la temperatura si mantiene fra i 20 e i 25° C. Se cala bruscamente quando le piante sono in fiore, può succedere quando avviene una gelata primaverile tardiva, la fioritura è danneggiata e quindi la conseguente fruttificazione è compromessa. Anche se la primavera è molto piovosa e umida le piante di fragola possono risentirne diventando preda di muffe e marciumi. Ecco perché le coltivazioni intensive di fragole primaverili spesso vengono istallate sotto tunnel che le proteggono da questi eventi climatici avversi. Se hai una coltivazione di fragole amatoriale puoi coprire le tue piante in previsione di gelate o se vi sono piogge intense. Fai attenzione a scoprire le tue piante passato il pericolo per far prendere aria alle tue piantine...

Coltivare l’uva spina fra i piccoli frutti quello con le spine

Coltivare l’uva spina fra i piccoli frutti quello con le spine

Coltivare l’uva spina,  fra i piccoli frutti quello dotato delle spine più aguzze, è una faccenda davvero spinosa. Infatti coltivare l’uva spina significa coltivare un arbusto o un piccolo alberello che è davvero pungente e bisogna fare attenzione quando si raccolgono le sue bacche di non prendere qualche dolorosa puntura. Coltivare l’uva spina era frequente in Italia sino alla metà del secolo scorso poi questo rustico e pungente arbusto è caduto in disuso. E’ un vero peccato che questa coltivazione sia stata abbandonata perché  questo cespuglio produce senza sforzo tante bacche  che a completa maturazione sono morbide e dolci. Attualmente si riscontra un rinnovato interesse per l’uva spina grazie alle sue nuove varietà che producono frutti migliori più dolci ed aromatici. L’uva spina si trova anche allo stato selvatico nelle boscaglie e chi la riconosce non può fare a meno di portare alla bocca qualche suo frutto  per scoprire se è maturo al punto giusto oppure è ancora aspro e allappa. Vieni a conoscere questo arbusto uno dei meno noti fra i piccoli frutti vedrai che ti piacerà la pianta all’uva spina un cespuglio che pur così modesto sa dare tanto. Quando è  l’epoca giusta,  in autunno o in primavera, ricerca una o due piantine di uva spina e piantale in un angolo dell’orto o del tuo giardino vedrai che non ti deluderanno.   Uva spina: un cespuglio selvatico dalle origini incerte L’uva  spina è un cespuglio selvatico che da tempo  antichissimo cresce allo stato libero in diverse zone del globo. Difficile stabilire il luogo dal quale si è originato perché cresce in Asia, in Europa e nel Nord America con alcuni   tipi di uva spina che si trovano persino nel continente africano. Ritengo che gli antenati dell’uva spina si siano formati quando i continenti non erano così staccati come sono adesso ma più uniti e questo accadeva in un tempo remotissimo milioni di anni fa. Oggi si  differenziano in due tipi molto simili fra di loro: il tipo di uva spina europeo (Ribes   var. uva-crispa) e il tipo di uva spina americano (Ribes  var. hirtellum) Molti studiosi ritengono che i tipi di uva spina europei, così come oggi li conosciamo, abbiano avuto origine sulle pendici dei monti  del massiccio montuoso del Tibet e dell’India poi da qui abbiano raggiunto le montagne del Caucaso e si siano diffusi nelle zone montane dell’ Europa. Invece per quanto riguarda i tipi americani sono nativi del...

Il mirtillo rosso fra i piccoli frutti il mirtillo meno noto

Il mirtillo rosso fra i piccoli frutti il mirtillo meno noto

Il mirtillo rosso è fra i piccoli frutti il mirtillo più schivo e poco conosciuto almeno  qui in Italia  perché in Germania e nell’America del Nord  è coltivato e molto apprezzato. Vi sono  più tipi di mirtillo rosso:  quello diffuso  nell’emisfero settentrionale del Nord Europa,  dell’Asia e dell’America del Nord che è chiamato mirtillo di montagna (Vaccinium vitis-idaea) poi vi è il Vaccinium oxycoccus o mortella di palude, che copre lo stesso areale ma che vive in zone umide, e  infine c’è una varietà di quest’ultima che ha come nome scientifico    Oxycoccus macrocarpus o Vaccinum macrocarpon che cresce solo nel Nord America. Il mirtillo rosso che si coltiva in Europa e specialmente in Germania è il mirtillo rosso di montagna mentre il mirtillo rosso   coltivato in America è il Vaccinium macrocarpon detto anche ossicocco americano o cranberry. Tutti e due questi tipi di mirtillo rosso si trovano allo stato selvatico ma ne sono state create anche varietà domestiche più produttive e a frutti più grandi che però non sono molto coltivate in Italia. In molti orti e giardini italiani si vedono i mirtilli neri ma gli appassionati, quelli che vogliono coltivare delle varietà di mirtilli non comuni ma ugualmente utili per le loro   proprietà e rinomati per la loro bontà, ricercano questi tipi particolari di mirtilli quelli rossi. Ottimo per produrre succhi e marmellate il mirtillo rosso secondo me  è meno adatto del suo cugino nero per il consumo fresco in quanto ha un gusto piuttosto acidulo. Per gustare i mirtilli rossi freschi al meglio è preferibile raccogliere quelli selvatici più aromatici e profumati e mescolarli poco dopo la raccolta con altra frutta per gustarli in una vitaminica macedonia. Le piante di mirtillo rosso sono perfette per ricoprire il terreno sotto i loro cugini più grandi i mirtilli neri americani con cui condividono l’esigenza del terreno acido e le posizioni luminose ma non in pieno sole. Se vuoi prolungare la stagione dei mirtilli, se ami le marmellate e le conserve allora ricerca questo particolare tipo di mirtillo che non solo potrà tappezzare il terreno rendendolo ornamentale con le sue rosse bacche ma   prolungherà anche il periodo di raccolta dei mirtilli sino ad ottobre.   Il mirtillo rosso origini e storia Come ho già accennato più sopra vi sono  tre tipi di mirtillo rosso  due  diffusi in tutto l’emisfero settentrionale temperato e uno tipico del continente americano. Gli antenati...

Coltivazione dei lamponi disponibili in estate e autunno

Coltivazione dei lamponi disponibili in estate e autunno

La coltivazione dei lamponi non è difficile e fra i piccoli frutti il lampone  è uno di quelli   più coltivati. Però la coltivazione dei lamponi intensiva è relativamente recente e si  colloca nei primi anni dell’800. Infatti già nel 1884 nel volume “Frutticoltura razionale” venivano consigliate ben 16 varietà di lamponi di provenienza principalmente francese adatte alla coltivazione dei lamponi in Italia. Tuttavia questa morbida, profumata e dolce bacca è stata consumata sin dai tempi più antichi e i nostri progenitori ricercavano i frutti dei lamponi selvatici per cibarsene . Costituivano un’importante fonte di vitamine e minerali ben prima che la coltivazione dei lamponi iniziasse. Ancora oggi i lamponi crescono selvatici nelle boscaglie e negli spazi aperti all’interno  dei boschi  colonizzando le parti del bosco che sono state oggetto di incendi o di tagli del  legno. Il  lampone selvatico in differenti varietà   si trova in Asia, in America e in Europa. Persino l’Australia ha varietà di lamponi selvatici tipiche di quelle zone. Come la fragola il lampone è uno dei piccoli frutti diffuso in tutti i Continenti e gli studiosi non sono affatto d’accordo sul luogo  che lo ha visto nascere. Il lampone è   un  arbusto molto amato per i suoi dolci e saporiti frutti e malgrado la confusione che  regna sulla sua origine merita davvero di essere più conosciuto e coltivato. Quindi prima di spiegare come si attua la coltivazione  dei lamponi voglio  approfondire il fatto che i lamponi selvatici sono diffusi da tempo immemorabile  a livello mondiale.   La pianta del lampone: differenti origini   Se è vero che il lampone selvatico Rubus idaeus chiamato anche rosso lampone o più semplicemente lampone o occasionalmente lampone europeo è originario dell’Europa e dell’Asia settentrionale altre varietà non lo sono. In America per esempio vi è una specie autoctona di lampone selvatico molto simile al lampone europeo però con delle piccole differenze e per questo viene chiamato Rubus idaeus var. stringosus o più semplicemente Rubus stringosus. Questo lampone è diffuso in tutto il Nord America sino alle regioni del Canada e si trova anche in Alaska. Si ipotizza che le due varietà di lamponi Rubus idaeus e Rubus stringosus, visto le loro somiglianze, siano derivate da un comune antenato ma come fosse questo antenato preistorico e quando e come le due specie di lamponi si siano differenziate resta un mistero. Ma non finisce qui. Infatti il Nord America può vantare...

Coltivazione del mirtillo: fra i piccoli frutti facile da coltivare tranne che per un particolare

Coltivazione del mirtillo: fra i piccoli frutti facile da coltivare tranne che per un particolare

La coltivazione del mirtillo, fra i piccoli frutti uno dei più qualitativi e noti, può essere fatta con diversi tipi di mirtillo. Infatti abbiamo la coltivazione del mirtillo rosso che  si trova in impianti intensivi soprattutto in Germania e  nei paesi del Nord Europa. Più diffusa invece è  la coltivazione del mirtillo gigante americano e anche in Italia si hanno diverse coltivazioni intensive e amatoriali di questo tipo di mirtillo molto ricercato sia come frutta fresca che come frutta da trasformare in succhi e marmellate. Ultimamente si sta diffondendo fra gli appassionati della nostra penisola la coltivazione del mirtillo siberiano che  abbisogna di un terreno meno acido rispetto alle altre specie di mirtilli.   La pianta del mirtillo: descrizione Il mirtillo appartiene alla famiglia delle Ericacee e al genere Vaccinium che comprende circa 130 specie. La coltivazione del mirtillo selvatico viene attuata molto poco specie nel nostro paese dove invece sono diffuse le varietà domestiche del mirtillo gigante americano. In questo post darò la descrizione delle varietà coltivate sia del mirtillo rosso, che di quello gigante americano e anche  di quello siberiano che più di tutti si avvicina alle varietà selvatiche che ancora oggi vivono in Siberia. Anche per quanto riguarda la coltivazione del  mirtillo rosso l’aspetto degli esemplari selvatici è molto simile a quello delle varietà coltivate. Il mirtillo rosso è  chiamato botanicamente Vaccinium vitis-idaea e si presenta come un piccolo arbusto sempreverde con bacche di colore rosso a maturità. L’ habitat  delle sue varietà selvatiche è quello delle foreste del Nord dell’Eurasia settentrionale e del Nord America e si estende dall’area temperata sino alle regioni sub-artiche. In Italia è reperibile allo stato selvatico lungo tutto l’arco alpino dai 1000 metri di altitudine sino ai 2000 metri di altezza. Si presenta come un arbusto basso di altezza variabile dai 10 ai 30 cm con fusti legnosi poco ramificati. Le foglie sono picciolate, di forma ovale e di consistenza rigida e coriacea con colore verde scuro nella pagina superiore mentre quella inferiore è di colore verde chiaro. I suoi fiori, che fioriscono nella seconda metà dell’estate, sono a forma di campanula, formati da 4 petali bianco rosati, sono penduli e possono trovarsi singoli o riuniti in piccoli gruppi. Il mirtillo rosso fruttifica con bacche rotonde di piccola pezzatura prima biancastre  e poi di colore rosso vivo che si scurisce a maturazione avvenuta. Queste bacche che formano piccoli gruppi hanno polpa acidula piena di minuscoli semi. Sino a non molto tempo fa si raccoglievano...