La pianta della papaia dona uno dei migliori frutti esotici

La pianta della papaia dona uno dei migliori frutti esotici

pianta della papaia nella giunglaSe penso ai frutti esotici subito mi viene in mente  la pianta della papaia perché il gusto e il profumo del suo frutto ricordano i tropici.

La pianta della papaia è originaria dell’Amazzonia, delle zone del Centro  America coperte da  una giungla impenetrabile dove vivono alberi da frutta straordinari alcuni dei quali hanno varcato i confini della foresta per essere conosciuti anche nel resto del mondo.

Così come è accaduto al frutto della pianta della papaia uno fra i frutti esotici più conosciuti a livello mondiale.

La pianta della papaia prospera in quei remoti luoghi ed era apprezzata già dalla civiltà Atzeca che ne faceva largo uso.

Più precisamente si ritiene che l’origine della pianta della papaia sia da ricercarsi nelle pianure dell’America Centro-Orientale quelle che si estendono, coperte da una fitta vegetazione tropicale , dal Messico a Panama.

Il frutto di questa pianta erbacea alta dai 3 agli 8 metri  è ricercato e consumato dagli Indios della foresta amazzonica da tempo immemorabile ed è così apprezzato che per le sue proprietà salutari hanno soprannominato  la pianta della papaia “albero della vita” per la ricchezza delle sue sostanze nutritive.

 

  Dalla foresta amazzonica a tutta la fascia tropicale

Durante l’esplorazione spagnola del XVI secolo i semi di questa pianta tropicale si sono diffusi nei Caraibi e nel Sud est asiatico in particolare nelle Filippine.

Da qui la pianta della papaia giunse  rapidamente in India e in Africa.

Dalle isole Bahamas si è diffusa in California dove ancora oggi vi sono molte coltivazioni intensive.

Agli inizi dell’800 fra altri frutti esotici fu scelta  la pianta della papaia dall’esploratore spagnolo  Don Francisco Marin che la portò nelle isole Hawaii.

coltivazione  intensiva di papaieIn questo territorio, trovando le condizioni ottimali per la sua crescita, divenne ben presto una coltivazione molto produttiva fino a diventare a metà del ‘900 uno dei principali prodotti esportati.

Oggi la pianta della papaia è  ampiamente coltivata in tutta la fascia tropicale del globo.

Il primo produttore mondiale di papaia è il Brasile che produce un terzo della produzione mondiale di questo frutto.

Nel bacino del Mediterraneo si trovano coltivazioni di piante di papaia intensive nel territorio di Israele.

Per quanto riguarda l’Italia la papaia può essere piantata solo in Sicilia perché essendo una pianta tropicale arresta la sua crescita se la temperatura scende sotto i 15°C.

I frutti di papaia che si trovano in vendita in Europa provengono dalle Hawaii e sono di pezzatura più piccola rispetto alle varietà che si raccolgono nelle altre zone tropicali.

 

Tanti  nomi per un’ unica pianta

La  conferma della sua diffusione prima nei Caraibi e poi in India si deve al fatto che il nome con il quale il frutto di questo albero tropicale viene chiamato in India è quello derivante dal linguaggio caraibico che chiama il frutto della pianta della papaia “ababai”.

Questo frutto viene chiamato con nomi differenti a seconda del luogo dove viene raccolto.

In Brasile si chiama “Mamao”, a Cuba “Fruta bomba”, in Australia e Nuova Zelanda, dove la coltivazione della pianta della papaia è  molto diffusa, prende il nome di “Pawpaw”.

Il primo europeo che ebbe la fortuna di assaggiare questo frutto tropicale fu Hernan Cortez quando nel 1519 giunse a contatto con la civiltà Atzeca.

Gli Atzechi credendolo un Dio lo ricevettero con tutti gli onori.

Dopo un lauto banchetto gli fu offerto uno strano frutto della grandezza di un melone ma con la forma che ricordava una grossa pera e una polpa morbida e di colore rosato.

Questo frutto contribuì alla digestione dell’abbondante cibo ingerito e avendo lo spagnolo chiesto agli Atzechi il nome di quello strano frutto che non aveva mai visto questi gli risposero con un suono simile alla parola “  Ababai”.

Hernan Cortez tradusse quel suono con la  parola Papaia e questo nome è in uso ancora ai nostri giorni.

 

Pianta della papaia: descrizione

fiori femminili e frutti immaturiLa pianta della papaia appartiene alla famiglia delle Caricacee una famiglia di piante tropicali che racchiude circa 25 specie.

Il nome scientifico della papaia è Carica Papaia ed è una pianta erbacea, anche se si presenta sotto forma di albero, con un fusto dritto e cavo che raggiunge un’altezza compresa fra i 3 e gli 8 metri.

Questo tronco anche in età adulta ha una consistenza poco legnosa e pochissime ramificazioni.

La corteccia presenta numerose cicatrici dovute alla caduta delle foglie che sono disposte a rosetta solo all’apice del tronco.

Le foglie sono molto grandi si trovano solo all’estremità superiore del tronco unite a quest’ultimo da un lungo picciolo cavo.

Sono divise profondamente in 7 lobi e possono raggiungere l’ampiezza di 70 cm.

Anche se la papaia è una pianta perenne  cambia anch’essa le foglie che hanno una vita media dai 4 ai 6 mesi.

Sia il tronco, che i piccioli, che le foglie  sono provvisti di una linfa di consistenza lattea che è tossica allo stato naturale.

A contatto con la pelle umana può produrre irritazioni  e allergie.

La pianta della papaia è una di quelle piante che ha una biologia fiorale molto complessa.

Infatti alcune piante sono dioiche cioè hanno solo fiori maschili oppure solo fiori femminili.

Su altre piante invece sbocciano  fiori ermafroditi cioè provvisti di entrambe le strutture riproduttive: gli stami (parte maschile) e il pistillo (parte femminile).

Se il polline di fiori ermafroditi  feconda fiori ermafroditi o femminili si ottengono piante con fiori ermafroditi o femminili mentre se il polline di  fiori maschili feconda  fiori femminili si hanno piante con fiori femminili, ermafroditi  o maschili.

Il dimorfismo sessuale dei fiori, che nascono all’estremità delle foglie, è piuttosto evidente.

Quelli femminili sono solitari  o riuniti in piccoli gruppi fissati direttamente al fusto e sono di colore giallo chiaro.   Quelli maschili sono inseriti su lunghi racemi ascellari e hanno una corolla giallo chiaro a forma di tubo.

Una pianta maschile è in grado di impollinare 10 o 15 piante femminili.

Il frutto della pianta della papaia è una bacca con forma ovoidale allungata  di dimensioni molto variabili lunga dai 10 ai 25 cm e larga da 7 a 15 cm che può arrivare a pesare sino a 9 kg.

I frutti sono disposti in grappoli subito sotto la rosetta fogliare anzi è proprio la crescita dei frutti che fa cadere le foglie inferiori della rosetta.

Così i frutti rimangono sempre esposti all’aria e alla luce del sole.

Quando è immaturo il frutto della papaia ha buccia sottile e molto resistente di colore verde giallastro  che a maturità diventa gialla o gialla arancione.

La polpa è succosa, più o meno consistente, di colore arancione rosato.

In una cavità centrale racchiude numerosi piccoli semi neri ricoperti di mucillagine.

La polpa della papaia come gusto ricorda l’ananas e la banana ma anche in certe varietà il melone.

Essendo una pianta sempreverde se il clima glielo permette fruttifica e fiorisce tutto l’anno quindi possiamo notare sulla stessa pianta fiori e frutti in vari stadi di maturazione.

Nelle zone più miti del Sud Italia i frutti appaiono d’inverno ma per ottenere la fruttificazione la temperatura deve essere stabile e non abbassarsi al di sotto dei 15° C.

A volte per coltivare le varietà più  contenute si ricorre a serre o a ripari estemporanei perchè temperature al di sotto dei 15° C. oppure forti sbalzi di temperatura determinano un sapore non ottimale dei frutti oppure la loro cascola.

Peccato che la pianta della papaia  possa essere coltivata in piena terra nel nostro paese solo in  ristrette zone e anche in queste occorrono dei ripari invernali quando la temperatura si fà più rigida.

Non è così per un’altra pianta tropicale che anzi ama il freddo e sopporta senza danno anche temperature di parecchi gradi sotto lo 0.

E’ possibile coltivarla con successo nell’Italia del Nord peccato che dopo un periodo di moda sia adesso trascurata e il suo frutto non compaia in vendita presso la grande distribuzione.

Le ragioni di questo abbandono le trovi qui sotto cliccando questo banner

 

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Conclusioni

fiori maschili della papaiaLa papaia non è una pianta molto longeva,  vive massimo 20 anni, ma si sviluppa rapidamente anche perché non ha la stasi vegetativa indotta dall’abbassamento della temperatura.

Così già a due anni di vita la pianta della papaia è in grado di fiorire e di fruttificare.

Questo fatto rappresenta un vantaggio per la sua coltivazione.

Nelle coltivazioni intensive si tendono a privilegiare  le  varietà più basse e più produttive con una pezzatura di frutta sui 500-600 g più facilmente trasportabile e commerciabile.

Questo frutto tropicale è possibile trovarlo in commercio qui da noi ma più raro è vederne la pianta.

Eppure non sarebbe difficile coltivarla soprattutto se si dispone di una veranda luminosa riscaldata in inverno.

Infatti alcuni appassionati hanno avuto la soddisfazione di gustare le papaie colte dalla loro pianta che svernava nella veranda.

Posso attestare personalmente che, siccome ho avuto il privilegio di gustarne una, sia il profumo che il suo sapore avevano poco a che vedere con gli esemplari pur di ottimo aspetto che si trovano da noi in commercio.

Quindi ti invito ad acquistare un frutto della pianta della papaia e di piantare i suoi semi  il  prima possibile perché perdono facilmente la loro germinabilità  quando si tolgono dal frutto.

Lavali con un colino e mettili a mollo per qualche ora in acqua tiepida prima di piantarli.

Fa attenzione che il frutto non provenga da una pianta coltivata alle Hawaii perché i semi germinano con più difficoltà.

Il periodo ottimale per questa operazione è la primavera.

Tieni umido il vaso e spera.

Se tutto va per il meglio a tempo debito anche tu potresti a dicembre gustare il prelibato frutto.

Se invece vuoi coltivare un altro frutto esotico che si è ben ambientato in Italia e che può essere coltivato in piena terra anche nelle regioni del Nord pianta il kiwi.

Però per poter gustare i suoi frutti devi averne almeno due piante perchè il kiwi è una pianta dioica vale a dire che esistono piante femminili e piante maschili e senza il compagno  sulla pianta femminile vedrai solo i fiori

Se vuoi saperne di più guarda questo video post dove ho mostrato numerose piante di kiwi in piena fruttificazione

Il kiwi: frutto tropicale o uccello?

A questo punto non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da

 

 

 

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