L’albero del sapone: i suoi frutti non saziano ma puliscono

L’albero del sapone: i suoi frutti non saziano ma puliscono

albero del saponeL’albero del sapone, nome scientifico Sapindus mukorossi, produce dei frutti che non si mangiano ma si usano per pulire e non a caso il nome scientifico del genere “Sapindus” significa sapone.

Infatti, a causa dell’alta concentrazione di saponina contenuta nei suoi frutti, l’albero del sapone, fra le altre specie, in Asia è tenuto in grande considerazione per le proprietà davvero incredibili dei suoi frutti che sono  impiegati per pulire la biancheria al posto del detersivo.

L’albero del sapone è tenuto in gran conto presso le popolazioni rurali indiane e cinesi che impiegano i suoi frutti non solo per detergere i panni ma anche per pulire le stoviglie e persino per una pulizia accurata e assolutamente naturale dei loro gioielli.

Davvero le piante ci forniscono  ogni cosa anche  un detergente efficace e assolutamente naturale come le noci del sapone, una meraviglia della natura sfruttata dalle popolazioni asiatiche sin dall’antichità.

Recentemente alcune aziende hanno importato queste noci  in Italia e le pubblicizzano come un detergente naturale ed efficace per molti tipi di sporco.

Se ne parla parecchio e ci sono discordanti pareri sull’effettiva capacità di detergere di queste noci.

Ho voluto provarle per poter dire la mia e in questo articolo troverai la mia esperienza sul loro effettivo potere di detergere così come l’ho verificato io.

Inoltre mi sono documentata sull’albero del sapone, la bella pianta che le produce, e che secondo me potrebbe essere piantata con successo nelle zone più calde della nostra penisola.

Mi perdonerai se per una volta non parlo di frutta che si mangia ma pongo la mia attenzione su uno straordinario  albero che produce frutti che servono per disinfettare e pulire.

Nb. Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono state inserite con attenzione e verificate in maniera molto scrupolosa.

Tuttavia non è possibile escludere totalmente la presenza di omissioni o errori.

Non potrò essere considerata responsabile di eventuali danni causati dalla pratica dei consigli e delle preparazioni inserite in questo post.

I consigli qui forniti non possono sostituire il parere di un medico.

 

Le sconosciute origini di questa straordinaria pianta

Le origini di questo albero esotico non si conoscono con esattezza.

Due sono i luoghi che rivendicano la paternità   dell‘albero del sapone: la Cina meridionale e l’India, dove ancora oggi è ampiamente diffuso nel corso superiore della  pianura del Gange.

In ogni epoca le popolazioni hanno avuto il problema di pulire e di disinfettare il proprio corpo, i  recipienti e le stoffe che usavano.

Problema non da poco visto che un tempo i detersivi non esistevano e non erano molte le sostanze naturali che permettevano di pulire con efficacia.

Tuttavia le popolazioni primitive   avevano un   contatto così stretto con il mondo naturale e quindi anche con quello vegetale, che alcune di loro sono riuscite a risolvere questo delicato problema affidandosi all’aiuto di  una pianta.

Riportano alcuni antichi testi indiani che è da più di 5000 anni che le popolazioni indiane e cinesi usano per detergere i frutti dell’albero  Sapindus mukorossi,  chiamato popolarmente albero del sapone.

In un complesso religioso indiano,  risalente al sesto secolo a.C., sono state trovate tracce di noci di sapone che quindi già a quei tempi venivano usate.

Il genere  Sapindus racchiude  numerosi tipi di piante, circa una dozzina di alberi e piccoli arbusti, che crescono in diverse regioni indiane e in tutta l’Asia orientale compreso il Giappone.

Tutti contengono, in misura più o meno accentuata, le saponine.

Tuttavia quello che possiede i frutti con il più alto indice di saponine è il Sapindus mukorossi ed è per questo motivo che questo articolo si occuperà di lui.

Le sue benefiche noci non vengono usate solo per pulire ma sono considerate un medicinale nella medicina Ayurvedica per le loro qualità insetticide, infatti sono efficaci contro numerosi parassiti, e vengono adoperate per rinforzare il cuoio capelluto.

In Asia sono impiegate per la bellezza dei capelli e la loro pulizia.

In Cina, nella medicina popolare, queste noci vengono usate non solo per detergere ma anche per contrastare le malattie della pelle e per attenuare le lentiggini.

Questo benefico albero è diffuso nello stato del Kerala, ed è coltivato nel tratto superiore della pianura del Gange e sui contrafforti delle montagne himalayane  dai 200 ai 1500 metri.

 

Descrizione di questa bella pianta

albero del saponeIl nome scientifico di dell’albero del sapone è Sapindus mukorossi e appartiene alla famiglia delle Sapindacee che annovera numerose piante tropicali molte delle quali fruttificano con drupe dette noci.

L’albero del sapone si presenta come una pianta imponente che può superare i 10 metri di altezza e forma un’ampia chioma che può superare i 5 metri di diametro con un effetto molto ornamentale.

Ha un tronco dritto con una corteccia  liscia e di colore chiaro, il suo legno molto duro è di colore giallo chiaro ed è utilizzato in falegnameria.

Sapindus mukorossi ha foglie che sono lunghe dai 30 ai 40 cm, formate da numerose foglioline di circa 15 cm di lunghezza, alternate, di forma lanceolata e con punta sottile.

Questo albero fiorisce  con lunghe pannocchie di piccoli fiori bianchi che sbocciano alla sommità dei rami nel periodo estivo e che  si trasformano  in luglio e agosto in drupe carnose, globose e di colore giallastro.

A maturazione si raggrinziscono e assumono una colorazione bruno rossastra mentre la polpa diventa gommosa.

L’interno di ciascuna drupa contiene un seme nero e lucido che viene usato per creare monili o come ornamento.

I frutti maturano da novembre a dicembre e possono rimanere a lungo sulla pianta.

L’albero del sapone è un albero spoliante che perde le sue foglie nel mese di dicembre per poi rimetterle nel periodo di marzo aprile.

Quindi i suoi frutti rimangono sull’albero spoglio e costituiscono un motivo d’ornamento oltre che di utilità.

 

Come coltivare l’albero del sapone

Se in Asia vi sono coltivazioni di questa pianta, sono però ancora molti gli alberi nati e cresciuti in liberà che vengono apprezzati e rispettati dalla popolazione locale che raccogliendone i frutti ne ricava un prezioso reddito.

Questa pianta è robusta e poco soggetta a malattie o attacchi di insetti.

Per il suo apparato radicale esteso e profondo aiuta a combattere l’erosione del suolo nei valloni scoscesi e si accontenta anche  di un terreno poco fertile e sassoso.

I semi geminano abbastanza facilmente ma la pianta deve diventare adulta prima di poter fiorire e fruttificare.

A causa della sua imponenza passano circa 9 anni dal momento della sua nascita a quello della produzione dei suoi frutti.

In compenso l’albero del sapone è una pianta longeva che produce in abbondanza sino a più di 90 anni e oltre.

Le noci del sapone vengono raccolte a completa maturazione, viene loro tolto il seme e la buccia è messa ad essiccare al sole senza usare alcun trattamento chimico quindi in modo del tutto naturale.

E’ nella buccia che si concentra la maggior quantità di saponine mentre il seme ne contiene in minima quantità e viene usato come ornamento e naturalmente per diffondere la pianta.

E’ consigliabile lasciare il seme in acqua tiepida per circa 24 ore prima di seminarlo.

L’albero del sapone può sopportare temperature sino a pochi gradi sotto lo 0 quindi potrebbe essere coltivato anche nel nostro paese nella zona degli agrumi.

E’ possibile ammirare un bell’esemplare di questa pianta nell’orto botanico di Palermo.

 

Raccolta e conservazione delle noci del sapone

albero del saponeLa raccolta è lunga e faticosa e vi partecipa tutta la famiglia e spesso tutto il villaggio.

Infatti i gruppi di noci si trovano sulla sommità dei rami,  spesso a grande altezza, e per raccoglierle bisogna battere i rami con lunghe pertiche per scuoterli e far cadere le noci ormai mature.

Naturalmente oltre alle noci cadono anche numerose foglie, che sono di un bel colore giallo perché in procinto di cadere, e anche altre impurità che devono essere tolte.

Le noci pulite  vengono tenute al sole e girate perché si secchino da ogni parte, poi con una speciale spatola di legno le si schiaccia per eliminare il seme e questa operazione va eseguita noce per noce.

Vengono portate nei mercati all’ingrosso per essere vendute in sacchi spesso sul dorso di asini o muli che percorrono gli stretti sentieri di montagna.

Nei luoghi di raccolta vengono nuovamente suddivise e messe in piccoli sacchetti sotto vuoto perché si conservino meglio oppure possono essere macinate per formare una polvere pregiata che poi viene venduta non solo nei paesi d’origine ma in tutto il mondo.

Per quanto riguarda la conservazione le noci del sapone assorbono facilmente l’umidità diventando scure e appiccicose.

Questo non vuol dire che abbiano perso la loro capacità di detergere ma sono più difficili da usare quindi per conservarle correttamente occorre tenerle in un posto asciutto e buio e in un sacchetto ermetico.

Anche la polvere è delicata e se esposta per troppo tempo all’aria si riempie di grumi.

Quindi se vuoi conservarla correttamente tienila in un sacchetto di plastica chiuso ermeticamente e dove vi sia poca aria.

 

Le noci del sapone puliscono davvero?

Arriviamo alla domanda che molti si pongono: ma le noci di questa pianta sono capaci davvero di pulire così come fanno altre sostanze, come per esempio il sapone di Marsiglia e altri detergenti naturali?

Qui le opinioni si fanno discordanti, alcuni affermano che puliscono bene altri invece che come pulizia lasciano a desiderare e infine alcuni affermano che non puliscono affatto.

Vediamo di fare chiarezza, per quanto è possibile, su questo controverso argomento.

Inizio col dire che effettivamente queste noci contengono una quantità di saponina che può raggiungere il 18% quindi, in teoria, dovrebbero pulire circa  come un normale sapone.

Però, per quanto riguarda la pulizia del bucato, non è così facile ottenere un bucato perfettamente pulito con le noci del sapone così come siamo abituati ad averlo con i detersivi normali.

Vi sono molte variabili nel bucato quindi occorre fare qualche esperimento per vedere cosa è meglio e cosa va bene per te.

Per esempio, per un lavaggio ottimale con queste noci, l’acqua deve essere calda dai 30° sino ai 60°, poi il carico della biancheria non deve essere eccessivo diciamo sul medio.

Influisce anche la durezza dell’acqua più è dura e più le noci fanno fatica a pulire.

Adesso voglio spiegarti la mia esperienza con le noci del sapone che mi sono fatta prestare da una mia cara amica indiana che mi ha anche dato dei consigli su come usarle.

L’esperimento l’ho fatto con biancheria bianca senza macchie e non troppo sporca e la temperatura della lavatrice era sui 60°.

Dopo aver messo un carico medio di biancheria ho inserito in un sacchettino di cotone 5 pezzi di noci, non ho aggiunto null’altro, e ho avviato la macchina come faccio per un lavaggio normale.

La biancheria è venuta pulita senza quel profumo di pulito che dà l’ammorbidente perché le noci di sapone detergono ma non profumano.

Se si vuole   profumare la biancheria basta aggiungere qualche goccia dell’olio essenziale preferito direttamente sulle noci prima di chiudere il sacchetto.

Se non si ha un sacchettino di cotone va bene anche un calzino di cotone bianco che si provvederà a chiudere.

Una cosa che mi ha lasciata stupita è la morbidezza dei capi una volta asciutti.

Erano davvero morbidissimi senza aver usato nessun ammorbidente.

La mia amica mi ha spiegato che in India usano le noci del sapone soprattutto per capi delicati come seta o lana perché è un lavaggio delicato che non aggredisce i colori o le fibre.

albero del saponeAltro discorso se si tratta di biancheria particolarmente sporca o con macchie.

Non ho provato ma in questo caso non è detto che venga pulita e senza macchie è meglio pre-lavare con sapone di Marsiglia in scaglie.

E’ possibile ridurre le noci in polvere e usare la polvere che delicatamente strofinata sullo sporco più intenso lo toglierebbe e poi lavare con le noci di sapone normalmente.

Una chicca: le noci del sapone non si utilizzano solo per fare il bucato ma con il loro decotto si può pulite teoricamente ogni cosa.

 

 Un sapone liquido multiuso con il decotto di noci di sapone

Ti spiego come fare un decotto con le noci di sapone per produrre un sapone liquido che puoi usare non solo per lavare le mani e per la cura del corpo ma anche per pulire e  rinforzare i capelli.

Puoi usarlo anche per pulire le stoviglie, per lavare le superfici delicate, la ceramica,  per pulire e disinfettare la cucina e il bagno.

Ingredienti

100 g di gusci di noci di sapone

3 litri di acqua

Procedimento

Schiaccia i gusci in piccoli pezzi prima di metterli nell’acqua poi porta a ebollizione e lascia cuocere per circa 30 minuti.

Il processo di ebollizione estrae la saponina dai gusci di noce e la mescola all’acqua.

E’ possibile utilizzare subito questo liquido ma è meglio lasciarlo in infusione per 24 ore.

Prima di usarlo occorre filtrarlo con un colino fine poi lo si può conservare in un contenitore a chiusura ermetica.

Questo è un detersivo naturale e neutro che può essere più o meno concentrato a seconda del tempo di bollitura più o meno lungo.

Inoltre le noci sfruttate sono assolutamente biodegradabili e possono essere aggiunte al compost con successo.

 

Conclusioni

albero del saponeIl mondo vegetale  è davvero meraviglioso e ci dona persino un rimedio importante e del tutto naturale per risolvere il problema della disinfezione e della pulizia particolarmente sentito nelle zone rurali e povere dell’India, della Cina e dell’Asia orientale.

Inoltre la raccolta delle noci e la loro vendita costituisce un reddito prezioso per popolazioni così povere.

Alcune aziende hanno importato anche in Italia questo frutto prezioso che pulisce delicatamente e in modo del tutto naturale.

Tuttavia in Asia attorno a questo frutto e a questo sistema di pulizia vi sono secoli, o dovrei dire millenni, di abitudini culturali che sono lontane da quelle del nostro paese.

Non è solo il sistema particolare di pulizia che  si scopre solo adesso, ma è l’attaccamento ad una pianta autoctona di quelle zone che è sconosciuta qui da noi.

L’attenzione per la natura e soprattutto per il mondo verde è comune in quei paesi mentre non è così diffusa nel nostro.

Ecco perché ritengo che detergere con le noci di sapone in Italia non diventerà una pratica diffusa.

Credo invece che si affermerà come un utile sistema di pulizia per quelle persone che sono particolarmente attente ad eliminare le sostanze chimiche dal loro ambiente.

In ogni caso i detersivi chimici usati così abbondantemente nel nostro paese non solo non sono salutari per noi stessi ma danneggiano l’ambiente nel quale viviamo.

Ben vengano quindi tutti quei sistemi di pulizia e disinfezione  naturali anche se sono distanti dai nostri procedimenti abituali.

Per quanto riguarda le noci del sapone il mio personale parere e che sia necessario provare e mettere a punto un personale sistema, partendo da quello consigliato, che ti darà le maggiori soddisfazioni.

Non basta provare una sola volta ma occorre insistere perché questo metodo di pulizia diventi abituale dando non solo un pulito impeccabile ma soprattutto  naturale.

Per ottenere questo risultato occorre tempo, pazienza e costanza ma secondo me ne vale la pena.

Ancora una volta una pianta straordinaria come l’albero del sapone, che non è un albero da frutto ma  che si colloca fra le altre specie arboree utili, indica la giusta strada per essere più vicini a metodi naturali ormai dimenticati ma che oggi sempre di più urge ritrovare e scoprire.

Se poi vuoi scoprire in tutte le sue sfaccettature un’altra pianta tropicale da cui si ricava una benefica corteccia che diventa una spezia diffusa clicca qui sotto questo link

Coltivare la cannella: la sua spezia è la corteccia

A questo punto non mi resta che inviarti

Un dolce affettuoso saluto da

mia firma

 

LASCIA UN COMMENTO!